1996

Macphisto

Per una volta Facebook è stato utilizzato da alcuni miei contatti per il suo scopo originario: mettere in contatto gli ex studenti che si erano persi di vista.

E così, grazie a un gruppo che ha creato un mio ex compagno, ci siamo ritrovati dopo quel tot di anni. Con alcuni ci si vede ancora, di altri si sono completamente perse le tracce. Alcuni sono su fb quindi di questi sappiamo vita morte miracoli e frequenza alla peristalsi, anche se poi non ci si vede da (mumble mumble) circa 17 anni. Che è quasi il doppio degli anni che avevamo l’ultima volta che ci siamo visti.

Alla ricerca dell’elenco delle frasi topiche/strafalcioni dei nostri professori, che avevo diligentemente segnato lungo tutto l’anno scolastico, sono andata a recuperare il diario di quarta superiore, quello bello, quello a cui avevo lavorato davvero un sacco (un esempio? Avevo riprodotto fedelmente su due pagine, ad acquerello, l’immagine di cui sopra, che è un fotogramma di Hold Me Trhill Me Kiss Me Kill Me , film  peraltro orrendo). Ovviamente trattavasi di Smemoranda.

Ci ho trovato tante cose, che mi hanno fatto guardare quella che ero, come se fossi un’altra persona.. perchè 17 anni sono davvero tanti, e non sai mai quanto sei cambiato finchè non ti rivedi. Non solo nelle foto, quelle sono solo l’aspetto esteriore, quello che tutti vedono. Mi ha spiazzato vedere quanto sia cambiata dentro…. e quanto invece sia rimasto uguale.

E’ rimasto uguale, o molto simile, il gusto musicale, l’amore per i testi inglesi, che giusto allora cominciavo a capire, finalmente. E che strazio, mica c’era internet una volta, noi per capire i testi inglesi dovevamo andare in libreria e comprare, se avevamo i soldi, il libro con “tutti i testi di”. Se non ce li avevamo, li sfogliavamo e poi a casa cercavamo di ricordarceli mentre ascoltavamo la cassetta, che a furi di farla ripartire da “quella certa frase che non capisco” si  rovinava proprio in quel punto, che ai successivi ascolti risuonava con un “toc”.

E’ rimasta uguale anche la qualità della musica che ascolto, infatti non ho trovato neanche una citazione o foto dei Backstreet Boys/Take That ma un sacco di U2/Smashing Pumpkins.

Ho scoperto che all’epoca io e i miei compagni stavamo per, o bramavamo stare per , scoprire il meraviglioso mondo del sesso, vista la molte di battute a quintuplo senso di cui è infarcito il mio diario! Ma robe da chiodi da parte di gente che non mi sarei mai aspettata (adesso.).

Ci sono un sacco di bigliettini sparsi per il diario, memento che i miei voti da 8 e da 9 non erano poi solo dovuti alla mia elefantiaca memoria.

C’è la soluzione di un rompicapo nel videogioco “The Fate of Atlantis”, una avventura di Indiana Jones. Anche questo è poi rimasto uguale, solo che i videogiochi adesso hanno una dimensione in più e un paio di metri di spessore in meno (a parte qualche titolone alla Mass Effect o Elder Scrolls). E per fortuna non c’erano Mass Effect e Skyrim all’epoca, o altrimenti a quest’ora sarei la personificazione di Patata dei Simpsons.

Una cosa che non sapevo ancora ma stava germinando dentro di me era l’amore per l’Irlanda, vista la mole di citazioni da Oscar Wilde, specie dal Ritratto di Dorian Grey. Mi ricordo ancora quella volta che lo stavo leggendo mentre pedalavo in bicicletta; ero una ragazzina avventurosa e spericolata! E poi le foto nei pub con la Guinness (e allora mi faceva schifo la birra, d’oh), i testi degli U2 e di Enya…

Ci sono le foto della gita di classe… e, mamma mia, la moda degli anni 90… già adesso sta tornando quella degli anni 80… speriamo non ci tocchi anche il revival dei maglioni stroboscopici (pio desiderio, lo so benissimo che gli stilisti, non avendo più idee, ben presto ripescheranno anche quella).

Ho conservato i biglietti del treno, di quando si andava a Bologna a comprare cassette, dischi e cd, in negozi come Nannucci o La Casa del Disco, che adesso non ci sono più. E un mi manca la sensazione di andare là un pomeriggio apposta, con la speranza che il nuovo cd non fosse finito, e di scartabellare tra le centinaia di cd, sbavare sulle “Limited Editions” col cofanetto in alluminio e il poster in stoffa.

E mi fa tenerezza vedere cosa scrivevo sul mio primo grande amore. Che è stato poi anche il mio più grande terribile sbaglio che mi ha risucchiato la vita per 8 anni.

Se solo avesse la macchina del tempo, La Sara di Adesso tornerebbe a La Sara del 1996 e le spiegherebbe un paio di cose decisamente dure ma necessarie.

Ma se ciò fosse possibile, non ci sarebbe La Sara di Adesso, quindi va poi bene così.

Le cicatrici servono a  ricordare di non fare gli stessi sbagli in futuro.

Spero che tra dieci anni mi ricorderò di avere questo blog.

E che la Sara di allora scriverà della Sara di adesso.

Chissà. 🙂

 

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