Nostalgia d’Irlanda

E’ da veramente tanto tempo che non scrivo su questo blog.

Ho avuto un ragazzo (irlandese), ho chiuso con l’irlandese e adesso ho un ragazzo (romagnolo).

Ho avuto due band musicali e ho chiuso due band musicali.

Ho aperto un altro blog (su The Sims, casomai foste interessati). Per ora non l’ho ancora chiuso.

E sono stata un’altra volta in Irlanda nel 2014, e con lei non chiuderò mai. (anche col romagnolo, spero.)

Proprio ieri su Instagram mi si è profilata una sequela di foto di paesaggi irlandesi che mi hanno fatto tornare il groppo in gola, perchè il mal d’Irlanda si riesce a sopire ma mai ad eliminare.

E così ho riguardato e caricato qualche foto della mia vacanza in Irlanda fatta nel 2013 (perchè nel 2014 ci sono stata solo 4 giorni ed ha piovuto in continuazione, quindi ho fatto poche foto e tutte bigie).

E poi oggi il mio amico Max sul suo blog Italish ha posto la questione: cos’è per voi il mal d’Irlanda?

Ecco qui la mia risposta, in pieno difetto da nostalgia della terra di smeraldo.

 

L’Irlanda ti strappa a metà. E’ una terra bipolare.

Irlanda del Nord e Irlanda “libera”.

derry

Cattolici e Protestanti.

Autunno e primavera in una sola giornata.
In una sola ora forse.

grigio-azzurro

L’oceano arrabbiato che urla contro le scogliere.

giantscauseway
L’oceano silente che bacia le spiagge di corallo bianco.

Fiumi di mare che abbracciano isole, ponti di terra che risorgono quando le maree si ritraggono.

Mari blu cobalto, cieli cangianti dal grigio all’azzurro intenso, quei cieli che sembrano avvicinarsi a te e volerti coprire come un leggero
lenzuolo.

Scogliere a picco sul nulla…

dunaengus

…e spiagge chilometriche dove
puoi camminare da solo o dove scorrazzano liberi dei cani felici.

Spiagge che segnano il confine tra il mondo dei surfisti e la campagna dei greggi di pecore.

Di antichi monasteri abbandonati e di castelli dove abitavano regine dei pirati.

Nei cimiteri le croci cristiane decorate con motivi celtici.

Albe che non sorgono in inverno, notti che non nascono in estate.

notti

Musica, musica ovunque. Che sia un tradizionale ceili con bodhran e uillean o un moderno rock con Fender e amplificatori.

I cartelli in inglese e i cartelli in irlandese. Che quasi nessuno ormai parla più fluentemente se non nelle zone rurali del Gaeltacht .

L’accento veloce e stretto di Dublino, l’accento strascicato dell’Ovest.

North and South of the River.

Il traffico intasato ad ogni ora di Dublino e le strade delle campagne in cui non incontri un’altra auto per ore. E quando la incontri ci si saluta con un dito.

La magnifica spontaneità degli irlandesi e la pessima ubriachezza degli irlandesi.

Un paese di ribelli e un paese di artisti.

Birra e whiskey. Entrambi ottimi.

I fish and chips nei chippers e i ristoranti etnici.

Un paese dove i sidhe e San Patrizio hanno lo stesso valore.

Di una terra dove anche un ateo avverte la presenza di qualcosa di più grande.

Di una casa che non è una casa. (…ancora?)

 

E il pensiero che non sarò mai completamente italiana e non sarò mai completamente irlandese, strappata a metà proprio come l’Irlanda.

 

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3 risposte a “Nostalgia d’Irlanda

      • Capisco, hai altri blog da gestire e poi l’importante è la passione per l’Irlanda, inutile augurarti che non si spenga mai… Sono abbastanza sicura che non succederà eheheh 😉

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